I ragazzi della scuola elementare di
VICOBELLIGNANO
(circolo didattico di Casalmaggiore)
presentano


le dimensioni del lavoro (30 Mb) non consentono la pubblicazione in linea, ma se ti interessa manda un e-mail a: eureka.casalm@unh.net  saremo lieti di inviarti una copia del nostro lavoro!


QUESTA TERRA E’ L’UNICA CHE ABBIAMO
"Questa terra è l’unica che abbiamo: non possiamo consumarla con un ritmo sempre più veloce come se le materie prime fossero senza limiti. Continuando con questo ritmo di produzione e di consumo tutte le principali materie prime si esauriranno nell’arco dei prossimi decenni o secoli. Non solo, ma l’inquinamento sta facendo diventare sempre più costose anche delle risorse, come l’acqua e l’aria, che un tempo erano abbondanti e perciò praticamente gratuite. In natura non esiste inquinamento, non esistono rifiuti: tutto nasce, cresce, muore, si trasforma. Per millenni l’uomo si è inserito nei cicli naturali senza stravolgerli. Negli ultimi anni il sistema industriale ha rotto il ciclo, estraendo a ritmi sempre più rapidi materie prime non rinnovabili, trasformandole in merci che diventano velocemente rifiuti. Ogni giorno sulla terra si consuma la quantità di combustibile fossile che è stato generato in 1000 anni di "lavoro della natura".



Kengah infilò la testa sott’acqua per acchiappare la quarta aringa , e cosi non sentì il grido d’allarme che fece tremare l’aria: "Pericolo a dritta! Decollo d’emergenza!"………………….
Kengah aprì le ali per spiccare il volo, ma l’onda densa fu più rapida e la sommerse completamente. Quando tornò a galla la luce del giorno era scomparsa, e dopo aver scosso il capo con energia capì che la maledizione dei mari le stava oscurando la vista.
Kengah, la gabbiana dalle piume d’argento,si tuffò varie volte sott’acqua, sinchè qualche filo di luce non raggiunse le sue pupille coperte di petrolio. La macchia vischiosa, la peste nera le incollava le ali al corpo ……………….
Era questa la morte che la aspettava, e desiderò scomparire presto tra le fauci di un grosso pesce.
La macchia nera. La peste nera. Mentre aspettava la fine fatale, Kengah maledisse gli umani.
(Sepulveda)

… se ti fermi ad ascoltare il dolce fruscio del vento puoi sognare…

La natura è il cuscino della vita...

             … è come una mamma...

… è un mistero, come la vita...

un ipertesto realizzato nell'a.s. 98/99 dai ragazzi della foto